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A 40 km dal capoluogo, sull’altopiano murgiano, Santeramo
in Colle è il comune più alto della provincia
di Bari con i suoi 514 m. Sorto tra i boschi di querce e lame, il paese
deve il suo nome e -secondo la tradizione locale - la sua origine, al
vescovo siriano Sant’Erasmo. In realtà Santeramo ha origine
lontanissime. Rinvenimenti di tradizione greco-romana nel perimetro
del nucleo storico testimoniano l’esistenza in epoca classica
di un centro abitato chiamato Lupatia. Tra le chiese da visitare c’è
la minuscola S.Eligio (XI sec.), S.Erasmo (XIII sec.), la chiesa del
Crocefisso con facciata barocca e la chiesa del Carmine di origine Romanica.
Dal punto di vista geomorfologico, l’agro di Santeramo presenta
i tratti tipici del territorio carsico. Tra le sue manifestazioni folkloristiche
ricordiamo la festa patronale in onore di S.Erasmo il 2 giugno, durante
la quale si assiste alla discesa del carro trionfale e alla cavalcata
storica, accompagnati dal lancio di palloni aerostatici e da fuochi
pirotecnici. Molto sentita è anche la tradizione dei presepi
artistici la cui esposizione avviene nel centro storico. In ricordo
della sua civiltà contadina, la cucina locale è all’insegna
della semplicità e genuinità. Si ritrova quindi ancora
la pasta fatta a mano in forme tipiche: cavatelli, orecchiette, oricelli.
Da non dimenticare l’agnello allo spiedo con patate e cipolle
e le “gnumiredde” ovvero involtini di frattaglie di agnello
avvolti dalle budella dello stesso animale. Oggi il paese è rinominato
per la presenza di industrie di salotti in pelle.
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