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Turi è un centro agricolo di prima grandezza nel panorama economico
provinciale. Il sistema economico produttivo del paese rivela, in taluni
casi esaltandole, le caratteristiche tipiche dell’intera provincia di
Bari e della Puglia in generale. Frutteti, vigneti a tendone e vigneti
da vino sono le coltivazioni maggiormente impiantate e garantiscono una
notevole produzione, rilevante dal punto di vista economico.
Turi è inserita in un contesto territoriale che fa dell’enogastronomia
e della tipicità dei sui prodotti punti di forza per la propria valorizzazione
(ciliegie, soprattutto della varietà ferrovia, percoco
– gustoso incrocio di due varietà di pesche, vino primitivo).
Nel territorio di Turi la presenza dell’uomo è documentata sin dal Neolitico:
a questo periodo si devono riferire alcuni manufatti litici rinvenuti
in prossimità dell’attuale abitato; altre importanti testimonianze si
riferiscono all’Età del Rame, del Bronzo e prima Età del Ferro. Grande
espansione demografica e territoriale, Turi la conobbe in età Romana,
caratterizzata anche da grande vivacità, sul fronte degli scambi con l’Oriente.
Fra i beni architettonici di maggior rilievo, c’è il Palazzo Marchesale,
di fattura barocca, ma con un nucleo originario normanno. Di grande rilievo,
sul fronte degli eventi culturali annuali, è la gara pirotecnica notturna,
che si svolge in occasione della festa di Sant’Oronzo,
patrono della città (in agosto). A Turi è presente un carcere che, negli
anni del fascismo, ha "ospitato" due personalità illustri: Antonio Gramsci
(1928-1933) e Sandro Pertini (1930-1932).
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